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Alex Shigo
padre della Moderna Arboricoltura


Ormai riconosciuto in tutto il mondo come "il padre della moderna arboricoltura”, Alex Shigo ha speso gran parte della sua vita studiando, ricercando, dissezionando e scrivendo di alberi.

"Un albero è molto di più di un semplice pezzo di legno morto” dice Shigo ”Gli alberi sono esseri viventi, che sono in attività durante tutto l’anno, non solo in primavera e in estate; in questi ultimi anni molta della mia ricerca è stata indirizzata allo studio dell’attività biologica durante la cosiddetta stagione morta e sono arrivato alla conclusione che anche l’inverno è un periodo di grande attività per il sistema albero e i suoi associati.

Troppe persone spendono il loro tempo e le loro ricerche su ciò che vi è di sbagliato o errato negli alberi; io voglio, invece, studiare ciò che vi è di bello e corretto!”.

Nato nel 1930 in Pennsylvania, rivolge il sui interesse allo studio delle scienze biologiche, ottenendo il diploma prima e il dottorato poi in biologia e patologia all’Università della West Virginia. Un’altra sua passione è la musica – è un talentuoso suonatore di clarinetto – che suonerà anche nella banda della US Air Force durante la Guerra in Korea.

Il servizio militare durante la guerra fu unico motivo di interruzione dei propri studi, che riprenderanno presto con approfondimenti delle materie biologiche, di botanica, genetica. Assistente di laboratorio prima e ricercatore dagli anni ’60, entra poi a far parte dell’US Forestry Service dedicandosi alla patologia vegetale. Durante gli anni di fervente lavoro di ricerca si approccia a un nuovo strumento di lavoro: la motosega. Attrezzatura diventata in quegli anni più maneggevole, diventa il suo preferenziale strumento per approfondire lo studio degli alberi, che disseziona, osserva, studia. I testi e i modelli cartacei risultano infatti degli artefatti, poco validi per comprendere i meccanismi di difesa degli alberi alle ferite.

Il lavoro fisico non lo spaventa e lo studio reale, toccando gli alberi con mano, lo porta a formulare il modello CODIT, oramai dalla indiscussa e riconosciuta validità, che ha aperto le frontiere a un nuovo approccio all’albero, dando quindi inizio alla moderna arboricoltura. Dopo aver ricoperto la funzione di ricercatore capo presso l’US Forestry Service, si ritira nel 1985, ma non interrompe i sui studi. Inizia anzi una intensa attività di conferenziere, autore di testi e articoli scientifici, pubblicati da tutte le più importanti riviste del settore, e relatore a seminari e workshop in tutto il mondo.

"Il nome di Shigo è divenuto una leggenda: quando cammina in una sala di conferenza o universitaria, ne diventa il punto focale: E’ circondato da un’aureola di rispetto e religiosa attenzione”. Così commenta Denne Goldstein, uno dei tantissimi estimatori, editore di Arbor Age, la rivista tecnica d’arboricoltura più diffusa negli Stati Uniti. Shigo ha scritto e pubblicato negli anni decine di testi, è autore di oltre 300 pubblicazioni scientifiche, ha ottenuto riconoscimenti e attestati in ogni parte del mondo. Venne per la prima volta in Italia, su invito di Daniele Zanzi, amico e estimatore di Shigo come ricercatore e come uomo.

Alex Shigo padre della Moderna Arboricoltura. Nel 1988 venne a Varese come relatore al Convegno Internazionale "Nuove prospettive in arboricoltura”. In quella occasione l’attenzione della gremitissima Sala del Congresso era focalizzata sull’inglese Peter Bridgeman, allora famoso per il suo libro "Manuale di chirurgia degli alberi”, l’unico testo di arboricoltura ai tempi disponibile in lingua italiana.
E si ricorda lo stupore che si sollevò dalla platea quando Bridgeman, dimostrando di essere un onesto ricercatore, ridusse la sua relazione a pochi minuti, anziché l’ora prevista, "per lasciare il posto e la parola all’uomo grazie a cui il mio testo deve completamente essere riscritto”, cioè all’allora pressoché sconosciuto Alex Shigo.

Quel giorno iniziò anche in Italia la moderna arboricoltura, lo studio e la tecnica di allevamento degli alberi urbani con reali cognizioni scientifiche. Da allora Alex Shigo è stato tantissime volte in Italia, tanto da considerarla come sua Patria adottiva e da affermare in una intervista apparsa sul Boston Globe, il più diffuso quotidiano della New England, "Ho ancora molte idee e progetti.

Tra questi vi è anche un Istituto per la moderna arboricoltura in cui tutto quello che ho fatto e studiato possa andare avanti. Sinceramente penso che ciò possa realizzarsi in Italia, un Paese che molto apprezzo e amo”. L’ultima sua visita in Italia risale al 2003 con l’intervento al Convegno Internazionale di Varese "Il passato, il presente, il futuro dell’albero in città”. Un applauso interminabile dei cinquecento congressisti salutò le parole di Shigo, una vera lezione filosofica più che tecnica, la consacrazione per un uomo che di fatto ha cambiato il nostro approccio alle corrette cure per l’albero in città.

Tante volte Alex Shigo ha accolto amici appassionati di alberi anche a casa sua; l’ultima occasione è stata nel settembre 2005 quando, in collaborazione con il Consorzio Forestale Padano, venne organizzato il viaggio tecnico "Alle radici della moderna arboricoltura”, otto giorni di visita ai luoghi dove nacque la moderna arboricoltura, otto giorni a parlare e discutere di alberi direttamente a casa e nelle foreste di Alex Shigo. E’ stata un’esperienza unica che ha lasciato un segno profondo nei diciannove tecnici che vi hanno partecipato.

La carica di Presidente Onorario del Modern Arboriculture Institute – istituto privato per la moderna arboricoltura – rende merito all’uomo di scienza che, con il suo carisma e la sua capacità comunicativa, ha dedicato la sua vita all’insegnamento della biologia degli alberi, ma anche a trasmettere la sua filosofia di vita, fatta di amore per la vita, rispetto, ottimismo. Mentre i suoi testi venivano tradotti in svariate lingue (tra le quali il cinese!), e i viaggi per conferenze lo conducevano in tutto il mondo (Americhe, Asia, Australia, e naturalmente in Europa, in particolare in Italia – Varese e Merano), Shigo trovava anche il tempo per lo studio dell’informatica, quale mezzo che gli consentisse la catalogazione dell’enorme patri-monio di documenti e fotografie accumulato negli anni di ricerca.

Ha ricevuto numerosissimi Awards a riconoscimento della sua unica carriera; ricordiamo la ‘Citazione di merito’ conferita nel 2000 dalla Facoltà di Agraria dell’Università di Padova per i suoi studi in materie biologiche. Inoltre, nel 2003 presso il Comune, Shigo ha potuto firmare il Libro degli ospiti d’onore e illustri che hanno visitato la Città di Varese.

Il suo immane lavoro non doveva restare nascosto, ma divulgato il più possibile, con ogni mezzo. La sua infinita collezione di campioni di legno è stata recentemente donata al Modern Arboriculture Institute proprio per permettere a tutti di ‘toccare con mano’ le parti dell’albero.

Shigo ci ha lasciati nell’ottobre del 2006, ma la sua filosofia positiva, il suo approccio analitico e appassionato all’albero, il suo invito costante a comprendere e rispettare il sistema albero sono sempre tra noi, come la musica del suo clarinetto che risuona dolce nell’aria.



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