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La Colonia Elioterapica
"Casa del Sole Marisa Rossi "


Cenni storici
La Colonia Elioterapica "Casa del Sole Marisa Rossi”, immersa nel tipico paesaggio delle Prealpi Varesine, si colloca all’interno del Parco Campo dei Fiori di Varese, a Barasso in località Al Piano ed in prossimità del Sentiero 10, ad una quota di 517 metri s.l.m. L’edificio, realizzato nel 1935 secondo il progetto dell’architetto Schiavocampo, fu costruito e donato al Comune di Comerio, che all’epoca comprendeva anche i Comuni di Luvinate e Barasso, su iniziativa dell’industriale Leonida Rossi "per la gioia dei bimbi d’Italia in memoria di Marisa Rossi”.
Il cav. Leonida Rossi, titolare della rinomatissima manifattura di pipe F.lli Rossi di Barasso fondata sul finire del diciannovesimo secolo, era originario di Milano ma risiedeva a Luvinate. Nel 1934 Marisa Rossi, figlia unica dell’industriale, morì di tifo all’età di soli undici anni; in sua memoria i genitori decisero di erigere un moderno centro elioterapico per permettere ai bambini della zona di trascorrere i mesi estivi in una località salubre, svolgendo attività ricreative ed usufruendo di pasti completi. L’edificio venne inaugurato nel 1937 e nell’estate dello stesso anno iniziò il suo regolare funzionamento accogliendo i figli dei dipendenti della ditta "F.lli Rossi” e i bambini del territorio comunale.
Nel 1941 la proprietà dell’immobile venne trasferita alla "Gioventù Italiana del Littorio”, che ne mantenne la destinazione d’uso originaria di colonia elioterapica; l’istituto continuò a funzionare anche nell’immediato dopoguerra quando, nel 1946, venne acquisito dalla Gioventù Italiana. Se pur con difficoltà economiche, l’attività della colonia continuò, durante il periodo estivo, fino al 1965.
Nel 1973 venne stipulata una convenzione fra Regione Lombardia e la Gioventù Italiana secondo la quale tutti gli immobili di quest’ultima, in attesa dello scioglimento della stessa, erano messi a disposizione dell’Ente Regionale che avrebbe individuato, insieme con gli Enti Locali, le destinazioni d’uso delle proprietà. Nel 1976 il Consiglio Comunale di Barasso richiese alla Regione la cessione della Colonia Elioterapica Marisa Rossi e nel 1986 la Regione Lombardia concesse la donazione dello stabile al Comune di Barasso.

L’architettura
L’origine delle Colonie estive nasce in Inghilterra nel diciannovesimo secolo, su iniziativa di filantropi illuminati, per la cura della tubercolosi e della denutrizione infantile; in Italia la prima colonia sorse sulla spiaggia di Viareggio intorno alla metà dell’800 e negli anni seguenti tali istituzioni subirono un rilevante incremento soprattutto in Toscana e in Emilia Romagna. Dal 1928 lo sviluppo di tali iniziative, con finalità di prevenzione delle malattie infantili, fu curato dall’Opera Nazionale Balilla e nel 1937 dalla Gioventù Nazionale del Littorio. L’istituzione delle colonie, nelle tre forme di marine, lacustri e montane, rientrò appieno nel settore delle politiche assistenziali del regime fascista, assumendo sia la funzione terapeutica che quella propagandistica. Molti degli insediamenti realizzati presentano rilevanti quali-tà figurative e compositive, vedendo la partecipazione di molti degli architetti "modernisti” dell’epoca; si può quindi parlare di "architettura delle colonie”, come parte integrante della corrente architettonica razionalista.

La Colonia Elioterapica diurna "Casa del Sole Marisa Rossi”, che si innalza su un terreno in parte pianeggiante ed in parte fortemente in pendenza, posta con l’asse longitudinale in direzione Est-Ovest, lasciava al salone principale esposto a Sud la splendida visuale del lago di Varese. Il progetto dell’edificio ripercorre le linee tipiche dell’architettura "sociale” dell’epoca, sia pure con una elevatissima cura dei dettagli costruttivi e con una minore enfasi "monumentale” ri-spetto alle testimonianze del periodo. Lo stabile venne progettato su due piani: uno, rialzato rispetto al cortile, ospitava il salone refettorio, le cucine e le dispense; l’altro, seminterrato, includeva i servizi igienici, gli spogliatoi e le docce. Entrando dal cortile ci si trova di fronte alla facciata Nord dell’edificio; da destra verso sini-stra si possono distinguere nettamente: l’altare con l’iscrizione dedicatoria a Marisa Rossi; a Sud uno scorcio della torre progettata per contenere nella sua parte superiore un serbatoio d’acqua; più a sinistra il salone con le tre grandi aperture di accesso ed infine il pennone in calcestruzzo dell’alza bandiera. Guardando la facciata principale, l’altare è posto su un basamento in pietra di due gradini, sormontato da una grande croce in pietra che reca incisa, in numeri romani, la data di costruzione del fabbricato. La muratura retrostante, in mattoni, è leggermente bombata e si spinge oltre il piano della copertura coronata da una cornice cementizia. Completano il volume dell’altare due lesene laterali che si interrompono poco al di sopra della linea di gronda. L’accesso alla struttura, posta su un basamento che la rialza rispetto al cortile, venne realizzato tramite una scalinata in pietra posta di fronte alle tre aperture che consentono l’ingresso al salone. I muri perimetrali sono in mattoni a vista disposti a cortina, il primo corso è costituito, invece che da mattoni pieni, da blocchetti in laterizio, mentre nell’ultimo corso in alto i mattoni sono disposti decorativamente di taglio e di punta, leggermente sporgenti rispetto alla muratura sottostante. La copertura è piana e aggettante verso l’esterno, in modo da coprire integralmente chi percorre il marciapiede. Entrando all’interno del salone notiamo che le aperture sono a tutta altezza con serramenti in metallo e vetro, ognuno a due ante scorrevoli nella muratura perimetrale; il pavimento molto ben conservato è realizzato con lastre di pietra rettangolari di diversa pezzatura di-sposte a file regolari. Il lati Sud ed Est della struttura, nel progetto originale completamente aperti e scanditi da cinque colonne rivestite in mattone a vista, sono stati verandati durante i restauri avvenuti nel 1994, per adempiere alle necessità di messa a norma degli impianti e permettere un utilizzo non soltanto stagionale della struttura. L’accesso al piano seminterrato è consentito attraverso una scala in pietra a tre rampe, realizzata nella parte occidentale dell’edificio. Molto articolato risulta il fronte Ovest, dove il fabbricato è disposto su due livelli: racchiuso fra i volumi della torre a destra e dell’altare a sinistra si nota un corpo centrale semicircolare che si protende all’esterno. In sua corrispondenza, al piano superiore, si trova una rientranza, anch’essa semicircolare, formante un terrazzo costituito in pianta da due semicirconferenze di diametro diverso, a cui si accede tramite una porta finestra. Sulla sinistra di questo lato del fabbricato il terreno è sostenuto da un muro di contenimento: tramite una scala si risale alla quota del cortile a Nord della Colonia.



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